In questi giorni mi sono trovato ad affrontare la faccenda spinosa dei micropagamenti.
Il progetto era (dico era proprio perchè mi sono arenato sui micropagamenti) incentrato su una modalità semplice e veloce per il pagamento di beni istantanei.
Il problema più grande, nei micropagamenti, sono i costi di riscossione. I player più interessanti che ho valutato sono stati: Paypal, Google Checkout e Pagamenti via SMS.
Paypal e Google Checkout presentano due scogli: il primo l’elevata commissione in caso di basse transazioni mensili (problema superabile con l’aumento di “giro” di acquisti…) il secondo, molto più grave secondo me, è il costo per transazione di circa 30 centesimi! In pratica, supponendo un acquisto da 1 €, ho una commissione maggiore del 30% (in pratica, scorporando iva e tasse… guadagno nullo).
Molto peggio il pagamento via SMS: in questo caso sono due gli attori che decidono di inserire le loro commissioni: il gestore telefonico (che richiede commessioni tra il 25 e il 35 %) e l’intermediario che vende il servizio (dal 14 al 20 %). Nel caso peggiore, quindi, una commissione del 55%.
Direi che tutto questo è inaccettabile per il lancio di un sistema che vorrebbe permettere ai clienti di pagare tutto col cellulare o in mobilità… e non parlo del mio progetto oramai arenatosi, ma di tutti quei progetti che potrebbero portare ad una semplificazione delle microtransazioni, penalizzate da commissioni troppo elevate!